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- MUNNAR DOVE CRESCE IL TE'
Il the, storia e processo produttivo Il Chai, come viene chiamato in India il the, è una delle bevande più diffuse nel mondo, usato indifferentemente in Asia come in Europa, in Africa come nelle Americhe. La pianta da cui si ricava è la camelia sansis, originaria delle regioni situate tra Cina ed India, in realtà la camelia sansis appartiene alla specie degli alberi e se lasciata crescere naturalmente può raggiungere anche altezze considerevoli. Attualmente esistono tre principali tipi di piante di the universalmente riconosciute: quella Cinese, quella Indiana (dell’Assam) e quella Cambogiana. Antiche leggende narrano che le qualità del the siano state scoperte da un imperatore Cinese nel terzo millennio a.C. colpito dal profumo emanato da alcune foglie cadute per caso in una tazza d’acqua bollente. Le prime referenze storiche sul the arrivano sempre dalla Cina, ma risalgono al terzo secolo a.C., quando un famoso dottore le raccomanda in una sua ricetta come potente rimedio per rimanere svegli. Nel VII secolo d.C. che il the entra nella sua epoca d’oro, con la dinastia Tang non viene più considerato come un medicinale, ma comincia ad essere usato, dall’imperatore e dalla sua corte, come bevanda dissetante, è qui che la preparazione dell’infuso comincia ad acquisire le sue caratteristiche rituali. Quella del the diventa una vera e propria cerimonia, caratteristica che poi manterrà in parte anche presso le culture occidentali, basti pensare alla tradizione del the alle 5 per gli Inglesi. Dalla crescente popolarità del the cominciarono a nascere le prime coltivazioni intensive. La foglia, che in origine veniva messa in infusione ancora verde, cominciò poi ad essere essiccata per permettere il suo mantenimento durante i lunghi viaggi, sulla via della seta, verso l’Occidente. Furono i Ming nel 1368 d.C. ad inventare il nuovo processo d’essicazione trasformando le verdi foglie nella polvere scura che oggi tutti conosciamo. I primi Europei ad importare in grandi quantità il the dalla Cina furono sicuramente i Portoghesi e gli Olandesi, che agli inizi del XVII secolo mantenevano le loro flotte commerciali nel Mar della Cina. Fu grazie al matrimonio con la principessa portoghese Caterina di Braganza che Carlo II d’Inghilterra, nel 1662, venne a conoscenza della nuova bevanda che la principessa aveva portato come parte della sua dote. Il the incontrò subito il gusto del popolo britannico e ben presto divenne la bevanda più popolare d’Inghilterra. La Duchessa Anna di Bedford lanciò, in seguito, la moda del the del pomeriggio accompagnato dai pasticcini e l’idea divenne parte della vita quotidiana degli Inglesi. La grande richiesta di the Cinese dall’Inghilterra portò i due paesi ad intrattenere sempre più larghi rapporti commerciali, ma la guerra dell’oppio che scoppiò successivamente portò ad un embargo delle esportazioni di the dalla Cina. Gli Inglesi cominciarono così a cercare un’alternativa scoprendo che la pianta attecchiva con successo anche nei territori nord-orientali dell’India. Nel 1823, la Compagnia delle Indie Orientali, inaugurò ufficialmente le prime piantagioni di the, nella regione dell’Assam. Il primo the Indiano avrebbe raggiunto l’Inghilterra 15 anni dopo. Il grande istinto commerciale degli Inglesi fiutò l’affare e ben presto in altre regioni dell’India furono sperimentate nuove coltivazioni, nacquero così le famose piantagioni del Darjeerling e del Kerala. Le prime piantagioni sperimentali nel Sud dell’India nacquero sui Nilgiri nel 1832, solo nel 1878 viene individuata la regione chiamata Kanan Devan Hills, corrispondente all’odierna Munnar, come luogo ideale per la coltivazione del the. Oggi la maggior parte del territorio appartenente al distretto di Munnar, è occupato da piantagioni di the. Approssimativamente il 30% delle piantagioni sono proprietà della Tata Unlimited, una delle famiglie più influenti dell’India. Nel 2005, la Tata concesse parte dei propri terreni in uso ad alcune neonate cooperative di raccoglitori che cominciarono a produrre il loro the. Nelle piantagioni trova lavoro la quasi totalità della popolazione locale che si occupa del mantenimento, della raccolta delle piante e della successiva lavorazione. La pianta del the è costituita da un cespuglio alto circa 1/1,5 mt, che segue il profilo naturale del terreno, quando questo non è consentito per via di asperità e formazioni rocciose vengono costruite delle terrazze artificiali per ospitare le piante e permettere la raccolta. Le foglie vengono raccolte dalla cima del cespuglio e vengono tagliate con speciali tronchesi munite di un raccoglitore, ogni taglio deve tranciare due foglie assieme ad una gemma, la raccolta viene ripetuta ogni 7/10 giorni e quando il cespuglio raggiunge l’altezza massima consentita di 1,5 mt., viene potata a pochi centimetri dal suolo per ridarle vigore. I raccoglitori vengono trasportati nelle coltivazioni su carri trainati da trattori o da buoi. Stretti sentieri tra i cespugli permettono di muoversi per andare a tagliare tutte le piante. Si tratta di un lavoro durissimo: le piantagioni sono in salita, le piante graffiano in continuazione le gambe e alla loro base si annidano centinaia di sanguisughe. Un bravo raccoglitore può tagliare fino a 30 kg. di foglie al giorno, per produrre 1kg di the nero di buona qualità sono necessari almeno 4 kg. di foglie. Ogni pianta produce all’incirca 70 kg. di the già lavorato all’anno. Svariati tentativi di passare alla raccolta automatizzata sono andati falliti, ancora oggi l’esperienza e l’abilità selettiva dell’uomo non è stata rimpiazzata dalle macchine.
- Pooram la parata degli elefanti
Il Pooram è uno dei più spettacolari festival del Kerala, non solo per l’utilizzo che viene fatto degli elefanti che sfilano bardati di tutto punto per le vie di villaggi e città, ma anche per la grande coreografia che fa da contorno alla cerimonia. Il Pooram viene celebrato generalmente ogni anno dopo il raccolto ed oltre ad essere una cerimonia propiziatoria è un occasione per riunire le famiglie nel villaggio d’origine. Anche se la festa più bella è quella di Thrissur, che coinvolge decine di migliaia di spettatori ed è famosa in tutto il mondo, il festival viene anche celebrato in moltissimi villaggi del distretto con differenti tipologie, tutte molto spettacolari. Una delle costanti del Pooram è sicuramente la musica: gruppi di musicisti con percussioni, cembali e piatti accompagnano la processione con ritmi musicali frenetici creando un’atmosfera di trance tra la gente che tutt’intorno balla e canta. Il Melam è la formula musicale più utilizzata durante il festival, è un ritmo definito da alcuni simile al jazz. Un altro genere musicale è il Panchavadyam, che viene eseguito con l’ausilio di cinque differenti strumenti a percussione ed a fiato. La processione comincia nel cortile del tempio dove vengono allestiti i Thira ed i Poothan, alte impalcature con decorazioni colorate rappresentanti le divinità che proteggono la casa dagli spiriti maligni. Le impalcature alte fino a 4/5 metri, possono arrivare a pesare fino a 100 kg. e vengono montate sulla testa di esperti portatori che sotto l’enorme peso ballano in stato di trance. Gli elefanti aprono la sfilata bardati con sgargianti paramenti e sormontati da due o tre uomini che portano grandi stendardi ed ombrelloni colorati. Al Pooram possono partecipare anche più di dieci differenti gruppi musicali ognuno con i propri colori e la propria coreografia, il numero degli elefanti utilizzati dipende in genere dalle disponibilità economiche del villaggio. Non meno interessante è il contorno del festival, mentre si svolge la sfilata, lungo le strade, s’incontrano venditori di ogni sorta di mercanzie, indovini, danzatori e Shadu in un clima di grande allegria, le famiglie si riuniscono, festeggiano, ricevono benedizioni, mangiano e pregano assieme. La festa si conclude solitamente con uno spettacolo pirotecnico notturno. Per sapere dove si svolgono i Pooram bisogna chiedere al proprio albergo o all’ufficio turistico di Thrissur (vedi informazioni pratiche), è possibile che in alcuni villaggi sia chiesta un’offerta senza la quale non si può avere accesso ai festeggiamenti.
- Kettuvallom Backwaters e le House Boat
Le centinaia di house boat che oggi navigano sui canali del Kerala prendono origine dall’antico Kettuvallom. Questa imbarcazione ha la caratteristica di essere costruita senza l’utilizzo di chiodi, le tavole di legno dello scafo sono infatti tenute insieme da legacci abilmente eseguiti con fibra di cocco. Sul ponte si trova un piccolo baldacchino di stuoie di fibra di cocco che serve come alloggio per l’equipaggio. L’imbarcazione, arriva a raggiungere la lunghezza massima di 25 mt. ed è mossa da un’ampia vela montata al centro del ponte. Anticamente i Kettuvallom erano utilizzati per il trasporto del riso lungo i canali, l’avvento del turismo, ma soprattutto il grande potenziale rivelato dalla navigazione turistica hanno portato alla trasformazione di queste vecchie imbarcazioni nelle odierne houseboat. Le houseboat sono costituite da un corpo centrale che copre gran parte del ponte, di questa parte centrale fanno parte una o più camere, in genere fornite di bagno privato e d’aria condizionata, alle camere si accede tramite due stretti corridoi laterali muniti di finestre che s’affacciano sui fianchi della barca. Questi corridoi partono dalla prua dove si trova l’area ricreativa con divanetti, tavolo e sedie per il pranzo, un televisore e, nell’unica parte scoperta, una zona solarium. A poppa è di solito alloggiato l’equipaggio, sempre in questa zona è sistemata anche la cucina. I prezzi per il noleggio di una di queste imbarcazioni variano dalle INR 3.000 alle INR 5.000 per una crociera di 12 h. pasti compresi. Se si decide di passare la notte su un’ houseboat, la partenza avviene intorno alle 17. Al tramonto viene servito il the sul ponte e alle 19 la cena, il ritorno avviene la mattina successiva. Crociere in Houseboat Il modo più romantico di navigare sui canali è di noleggiare un’ House Boat, la tipica imbarcazione in giunco divenuta una delle icone più classiche del Kerala. Questa imbarcazione si muove lentamente e di sicuro rappresenta il modo più adatto per entrare in contatto con l’atmosfera di questo mondo unico, dove il tempo è scandito dal lento scorrere delle acque dei canali. La maggior parte dei turisti noleggia un’houseboat dal tramonto all’alba per vivere l’emozione di passare una notte sul fiume cenando sul ponte, mentre si osserva il tramonto e dormire facendosi cullare dalle acque. Tra i tour proposti dalle tante agenzie, vi sono anche pacchetti di più giorni di navigazione che includono la visita di molte località, naturalmente adatti a chi dispone di molto tempo ed abbastanza denaro. Qualsiasi tipo di crociera si voglia effettuare, un consiglio rimane sempre valido: la scelta dell’imbarcazione va fatta in modo accurato, cercando di non acquistare a scatola chiusa, dall’esterno le houseboat possono sembrare tutte simili, in realtà non è così. Prima di accettare un’offerta è meglio farsi accompagnare all’imbarcazione, salire e controllarne le condizioni. Nel porto canale di Alleppey sono parcheggiate decine di queste barche, i prezzi possono variare sensibilmente così come gli optional a bordo (per maggiori dettagli vedere il box sui Kettuvallom).


